Non solo in Italia…

gennaio 24th, 2010

Il Manchester United e il Liverpool sono pieni di debiti, West Ham e Portsmouth sono a un passo dal fallimento, Wigan e Hull City non riescono a far fronte agli ingaggi. Senza dimenticare che il Chelsea non potrebbe andare avanti se il presidente Roman Abramovich non facesse fronte alle perdite di tasca propria. Ma a rischiare grosso dal punto di vista finanziario è tutta la Premier League. Si lamentano i tifosi dei Red Devils e dei Reds nei confronti dei rispettivi proprietari americani. “Thanks, but no Yanks” (“Grazie, ma niente Yankees”) si leggeva su uno striscione esposto dai supporter del Liverpool sabato a Stoke, mentre il giorno dopo i fan dello United hanno risposto con un emblematico “Love United, Hate Glazers” (”Amare lo United, odiare i Glazers”), dove i Glazer sono i proprietari.

Questo perché ad esempio il Manchester, che era il club che faceva più incassi al mondo, ha dovuto versare alle banche qualcosa come 320 milioni di sterline, pari a circa 350 milioni di euro. Dovendo così trovare dei rimedi per coprire il buco, come la vendita di Ronaldo. Il Liverpool, da parte sua, ha dovuto rinunciare al progetto di costruire un nuovo stadio e i proprietari Hicks e Gillett stanno cercando disperatamente di convincere nuovi investitori a entrare nel capitale mettendo almeno 100 milioni di sterline.

Anche le piccole rischiano, basti vedere quello che è successo al Leeds nel 2003. Il deficit di Hull City e Wigan è spaventoso a causa di salari assolutamente fantascientifici rispetto alle entrate. Il Portsmouth ha difficoltà a pagare i suoi giocatori, è indagato dal fisco e ha il divieto di fare acquisti.
Insomma, la situazione finanziaria del campionato più ricco del mondo è disastrosa, sembra un po di guardarci allo specchio se si pensa alla situazione italiana. Non basta nemmeno che i club inglesi si dividano una torta di un milardo di sterline di diritti televisivi e nemmeno che gli stadi continuino a essere pieni anche se i biglietti sono molto cari.

La situazione pare quindi fuori controllo un po in tutta Europa e sembrerebbe anche abbastanza critica. Servirebbero regole più certe e chiare per gestire la montagna di interessi che gravitano intorno ai club di calcio. Altrimenti si rischia il tracollo a livello Europeo

Un anno di emozioni

gennaio 8th, 2010

Gli appassionati sono già proiettati verso le Olimpiadi invernali di Vancoucver e la Coppa del mondo di calcio in Sud Africa, ma quello che si sta concludendo è stato un anno di gioie e dolori per i colori azzurri. I risultati ottenuti nei tre principali appuntamenti dell’estate 2009, Confederation Cup, Mondiali di nuoto a Roma e quelli di atletica a Berlino, hanno prodotto risultati contrastanti.
Per quanto riguarda il calcio è stato l’anno che ha consacrato il Barcellona. La squadra catalana ha vinto tutto, sia a livello collettivo che individuale, realizzando un en plein mai riuscito fin’ora: campionato, Coppa del Re, Champions League e Mondiale per Club
La nazionale italiana invece ha avuto un anno segnali preoccupante perché nella Confederation Cup in Sud Africa, le prove generali dei prossimi mondiali, che hanno visto la vittoria finale del Brasile, gli azzurri di Marcello Lippi sono stati eliminati al primo turno suscitando critiche e delusioni.
Vittorie e soddisfazioni soro arrivate dal nuoto dove si è gioito per le gesta di Tania Cagnotto, Alessia Filippi e, soprattutto, Federica Pellegrini, che hanno fatto dimenticare in fretta gli scandali, i sequestri e le polemiche sorte intorno alla costruzione degli impianti che dovevano ospitare le gare. Dai Mondiali di nuoto di Roma sono arrivati un record del mondo e dieci medaglie, di cui 4 ori (2 della Pellegrini e uno rispettivamente per Valerio Cleri e Filippi), un argento nei tuffi sincronizzati dal trampolino di 3 metri, con Cagnotto e Dellapè, e 5 bronzi.
L’atletica leggera a livello internazionale, invece ha portato alla definitiva consacrazione Usain Bolt che ha conquistato tre ori e stabilito due record mondiali (nei 100m con 9”58 e nei 200m con 19”19), raggiungendo velocità superiori ai 44km/h. Gli italiani a Berlino non sono riusciti ad andare oltre due quarti posti (Rubino e Di Martino) facendo si che wqella di Berlino è stata la prima spedizione azzurra a non ottenere medaglie da Melbourne 1956.
Un anno da dimenticare anche per il ciclismo dove l’edizione del Giro d’Italia del Centenario è stata rovinata, ancora una volta, dal doping. Dopo la notizia, a pochi giorni dal via, della Squalifica di Davide Rebellin, trovato positivo all’Epo alle Olimpiadi di Pechino dove conquistò la medaglia d’argento, anche il vincitore della Maglia Rosa, Danilo Di Luca, è stato fermato dai controlli.
Il Tour de France ha visto il ritorno di Lance Armstrong, battuto solo dal compagno di squadra Alberto Contador, mentre ai Mondiali di Mendrisio (Svizzera) le azzurre hanno conquistato nella prova elite l’oro e il bronzo, rispettivamente con Tatiana Guderzo e Noemi Cantele, che a sua volta nella gara contro il tempo è arrivata seconda.
Con la fine dell’estate lo sport italiano torna a sorridere in tutte le competizioni mondiali dove partecipa. Roberto Cammarelle e Domenico Valentino conquistano il titolo dilettanti nel pugilato, rispettivamente nei Supermassimi e nei pesi leggeri. Igor Cassina è l’unica medaglia azzurra a Londra (un bronzo conquistato nella prova individuale alla sbarra) e, nella scherma, l’Italia vince il medagliere con 4 ori, 2 argenti e 3 bronzi.
Lo sci invece aveva aperto, e sta chiudendo, il 2009 nel migliore dei modi. Il successo strepitoso nel gigante della Val Badia è solo l’ultimo atto di una stagione iniziata a febbraio con il secondo posto di Peter Fill nel Super G e il terzo di Nadia Fanchini nella libera dei Mondiali in Val d’Isere, in Francia. Nel fondo invece un titolo iridato è riuscita a conquistarlo Arianna Follis nello Sprint tecnica libera, mentre Marianna Longa si è dovuta accontentare, si fa per dire, di un argento (10 km tecnica classica), mentre insieme le due hanno ottenuto un bronzo nella prova sprint a squadre tecnica classica, con Giorgio Di Centa, futuro portabandiera italiano a Vancouver, che ha chiuso al terzo posto nella gara ad inseguimento.
Ora siamo pronti per il 2010. Ancora una volta per gioire, tifare ed emozionarsi.

…e lo scandalo continua

dicembre 18th, 2009

“Cose da fantascienza”. Così Luciano Tola, nuovo presidente degli arbitri e fischietto fino alla scorsa stagione, ha commentato alla Gazzetta gli stralci delle ultime intercettazioni. Intercettazioni dalle quali emerge in maniera inquietante il coinvolgimento di personaggi di primo piano nello scandalo arbitri, partito due anni fa dai campi di Serie C, da dove era cominciata l’inchiesta. Fischietti della massima categoria che chiedono favori per conoscenti, designazioni pilotate, sponsorizzazioni e spinte per favorire la promozione di un arbitro, direttori di gara che prima delle partite chiedono buoni voti per facilitare l’accesso alle categorie superiori, squadre che chiedono (e ottengono) di non essere mai arbitrate da un determinato fischietto: “Quest’anno abbiamo azzerato tutto, ho fiducia nei designatori - ha commentato Tola - I voti non ci sono più, abbiamo preso spunto da quello che succede alla Fiba e in Eurolega e reso il processo più trasparente”. Una cosa, per Tola, è certa: “Chi ha sbagliato deve andare a casa”.

sistema illecito — Ma i dubbi sul passato restano. Qual era lo scopo di questo sistema? “L’attività illecita - si legge nell’atto del Giudice per le indagini preliminare di Reggio Calabria - ha lo scopo di creare una categoria di arbitri compiacenti e ragionevolmente più disponibili verso eventuali richieste, dirette a pilotare gli incontri”. Un sistema diventato prassi: “Si incide concretamente sulla progressione in carriera degli arbitri da una categoria all’latra perchè dipende dalla media aritmetica dei punteggi riportati. Passaggio che ha per gli arbitri una rilevantissima importanza innanzitutto sotto il profilo economico e in secondo luogo con riguardo al prestigio e alla possibilità di diventare internazionali con tutto il ventaglio di potenzialità e possibilità anche di guadagno che tale status comporta”. Dalle intercettazioni non emergono coinvolgimenti diretti dei club e sembra che neanche una partita sia stata condizionata da arbitri pronti a favorire una squadra per fare carriera. Ma c’è da chiedersi perchè in questi anni nessun dirigente della Fip si sia sentito in dovere di denunciare, indagare o intervenire su questo sistema di valutazione e promozione chiaramente taroccato. E soprattutto perchè, dopo la pubblicazione delle intercettazioni e le precise richieste di chiarimento avanzate dalla Gazzetta dello Sport negli ultimi giorni, la Federazione ha risposto con un inquietante silenzio.

La storia dello scandalo — Lo scandalo comincia a dipanarsi più di due anni fa, nella seconda metà del 2007, quando la Procura di Reggio Calabria apre un’inchiesta dopo la denuncia di Alessandro Cagliostro, un ex arbitro. L’oggetto dell’indagine è il sistema di promozioni arbitrali dalle serie minori, controllato e pilotato da commissari e designatori. Tra gli indagati ci sono anche i vertici arbitrali Garibotti, Campera e Montella: i primi due si dimettono dalla Fip, che nell’aprile di quest’anno acquisisce gli atti e comincia la sua istruttoria. A luglio il procuratore Fip deferisce 34 tesserati; la giustizia sportiva ne condanna 34. A novembre il pm di Reggio Calabria invia 41 avvisi di fine indagine: per Garibotti, Montella, Campera e Cuomo (ex designatore delle serie minori) ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla frode sportiva. Il 4 dicembre la Fip si costituisce parte offesa nel procedimento penale e richiede copia dell’intero fascicolo. Intanto dalle intercettazioni, pubblicate dal quotidiano Calabria Ora, emerge il coinvolgimento di alcuni arbitri tuttora in attività.

Fonte www.gazzetta.it